recensione

“Il canto del corvo” di Paolo Lanzotti

“Irrequieto, fissò il cielo stellato. Il calore dell’estate, la brezza, l’intimità della notte spingevano alla serenità. Dalle case vicine giungevano voci, canti, risate e il luccicore delle candele. Più lontano, un gondoliere stava declamando dei versi, nello sciabordio del remo. L’aria odorava di buono. Ma su quella calma aleggiava, come un presagio, un mormorio oscuro. Il canto di un corvo.”

Luglio, 1754. Alla vigilia della festa del Redentore, ombre scure avvolgono Venezia. C’è un patrizio condannato per omicidio che qualcuno crede innocente e il sospetto di un colpo di Stato imminente. Sotto il caldo sole di luglio, la città, entusiasta, si prepara alla festa più amata, ignara degli intrighi che minacciano la sua sicurezza.
Tra le calli della Serenissima e l’isola di Santo Spirito, il Leone di Venezia e i suoi Angeli Neri tornano a muoversi nel nuovo romanzo di Paolo Lanzotti, “Il canto del corvo”, sesto volume che ha per protagonista l’inquisitore di Stato Marco Leon.

Tanti sono i misteri che avvolgono la città, in quell’estate del 1754, e sarà ancora una volta Marco Leon a riportare la luce nell’oscurità.
Questa volta è sofferente, per via di una ferita subita durante un’indagine, e insofferente, per lo stesso motivo: gli Angeli sono, ormai, ridotti all’osso e lui freme per tornare in campo.
Ma il suo animo è diviso tra il senso del dovere e l’amore per la sua bella moglie Marion, che teme per la sua incolumità.
Eppure, Marco è il Leone di Venezia: a lui spetta salvarla dai pericoli, e da se stessa.

Leon torna, così, ad aggirarsi tra le piazze, le calli e gli angoli della Serenissima, che prende vita davanti ai nostri occhi. Paolo Lanzotti si dimostra, infatti, ancora una volta, sorprendentemente abile a riportare in vita l’essenza di Venezia, che traspare da ogni parola. I luoghi, le parole, le cose quotidiane, tutto in questo romanzo permette al lettore di vivere la Venezia settecentesca, percepire la sua atmosfera unica e magica.

Una trama avvincente, ricca di intrighi e misteri, che si intrecciano in una spirale inestricabile, dal ritmo serrato, che coniuga il giallo storico con la spy story e rende impossibile smettere di leggere.

Ancora una volta, le vicende del Leone di Venezia non deludono e Paolo Lanzotti si dimostra l’autore perfetto per chi voglia vivere un’intensa avventura nell’affascinante magia di Venezia.

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