recensione

“Ramondo lo scudiero” di Antonio Chirico

Il romanzo di Antonio Chirico, “Ramondo lo scudiero”, racconta la vita di un personaggio storico poco conosciuto, Raimondo Orsini del Balzo, detto Raimondello.

Vissuto nella seconda metà del XIV secolo in Puglia, secondogenito del terzo conte di Nola, a Raimondo venne destinata la carriera ecclesiastica, ma lui aveva ben altri progetti per il proprio futuro. Così, ebbe il coraggio di ribellarsi alla volontà paterna, abbandonando la casa e la famiglia e scegliendo di impegnarsi per realizzare quel futuro.

Con questo romanzo, l’autore ci restituisce un personaggio astuto, coraggioso, audace, leale, forte e valoroso; un cavaliere e un grande condottiero che riuscì, con le sole proprie forze, a costruirsi una vita d’onore e avventura. Un ragazzo che partì a mani nude e con il cuore pesante dall’Italia alla volta della Lituania, per combattere la crociata di evangelizzazione dei pagani dei territori baltici a fianco dei Cavalieri Teutonici, e che tornò da condottiero con la propria compagnia al seguito.

Attraverso una narrazione fluida e lineare, caratterizzata da uno stile avvincente, l’autore ci trasporta, così, nel mondo medievale, fatto di battaglie, cavalieri, alleanze e congiure, per raccontarci una vita davvero molto interessante.

La ricostruzione del contesto storico risulta ben fatta. A fare da sfondo alle vicende di Raimondo, infatti, troviamo la lotta tra Carlo III Durazzo e Luigi d’Angiò per il Regno di Napoli e lo scisma della Chiesa d’Occidente che vede contrapposti papa di Roma Urbano VI e l’antipapa di Avignone Clemente VII.

Sono apprezzabili i numerosi particolari delle scene di battaglia che permettono al lettore di calarsi nelle vicende in modo totale. Inoltre, risulta interessante anche il lato introspettivo del protagonista che ci permette di sondarne l’animo e di entrare maggiormente nella mentalità del condottiero.

Sia i personaggi storici che quelli di fantasia sono ben caratterizzati, permettendo così al lettore di riconoscere ogni voce in modo distinto.

I dialoghi risultano coinvolgenti, nonostante l’uso di alcune espressioni non proprio adatte a un romanzo ambientato nel Medioevo, in quanto troppo moderne, anche se ciò non incide sulla credibilità della narrazione né sul piacere della lettura.

Ramondo lo scudiero” è un romanzo storico denso di fatti e sentimenti che, tra realtà storica e adattamenti narrativi (precisati nella nota finale), narra una vita straordinaria e intensa; un appassionante viaggio nel mondo dei capitani di ventura. Una lettura piacevole ed entusiasmante, adatta anche a chi si approccia per la prima volta al romanzo storico.

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