
“Che cos’è reale? Ricordi? Le esperienze che viviamo sono reali solo per la coscienza di esse… anche i sogni sembrano reali fino a quando non prendiamo coscienza, al mattino, che non lo erano. È il presente a determinare se il passato è successo davvero, è il futuro che stabilirà se il presente sia sogno o realtà.”
Nella calda e assolata Los Angeles, il dottor Peter Barrel, psicoanalista di grande fama, vive nel lusso che la sua professione gli concede. È un uomo carismatico e abile nel suo mestiere, tanto da vantare, tra i suoi pazienti, personaggi celebri che gli procurano profitti dalle cifre elevate. Ha un metodo di psicoanalisi molto particolare, elaborato con un ex compagno di università, che gli permette di raggiungere obiettivi terapeutici inaccessibili agli altri colleghi. Ed è proprio questa fama, che conduce Samantha Hansbridge, una delle attiviste più conosciute della California, a rivolgersi proprio a lui per superare i suoi problemi di ansia. Ma, proprio al culmine del periodo di terapia, Samantha viene ritrovata assassinata e tutti i sospetti degli investigatori si concentreranno sull’ultima persona che l’ha vista in vita: il dottor Peter Barrell. Ma dove condurranno davvero le indagini?
Questa è la trama di “Hypnosis”, il primo thriller di Andrea Zanetti, edito da Krismia Edizioni.
In questo romanzo, troviamo una trama magnificamente architettata, capace di sconvolgere ogni previsione del lettore: ogni ipotesi, come un castello di carte, viene spazzata via dall’abilità dell’autore, che è riuscito, al primo tentativo, a creare un intreccio originale e ricco di colpi di scena al cardiopalmo. Con uno stile semplice e lineare, ma incisivo, grazie al quale riesce perfettamente a trasmettere tutte le sensazioni e le emozioni dei personaggi, Andrea Zanetti ci trasporta nella Los Angeles contemporanea, per raccontarci la vicenda che coinvolge il protagonista, impegnato in un conto alla rovescia contro il tempo, contro se stesso e le sue convinzioni, in balia di una paura che lo conduce a dubitare perfino di se stesso. Ansiogeno e, a tratti inquietante, “Hypnosis” tiene il lettore incollato alle pagine, grazie ad un ritmo incalzante e ad una suspense calibrata. Come nei più classici gialli, ma arricchito dall’importante elemento psicologico, utilizzato in modo competente, la trama ruota come una trottola intorno ai personaggi principali, senza però mai lasciar trasparire indizi definitivi e schiaccianti, mantenendo, così, sempre alta l’attenzione del lettore.
Un thriller psicologico magistralmente scritto, che trasmette la sensazione di trovarsi di fronte alle scene di un film, nel quale tutti gli elementi tipici di questo genere sono miscelati e utilizzati con competenza e abilità narrativa.
“Hypnosis”, a tratti calmo e ponderato, poi improvvisamente adrenalinico, è un vortice di emozioni destabilizzanti che, come l’ipnosi da cui prende il titolo, avvinghia il lettore, trascinandolo verso l’imprevedibile epilogo, degno di un grande romanziere. Il finale, infatti, è paragonabile alla deflagrazione di una bomba e stordisce come un boom sonico, assolutamente spiazzante.
Una trama che non avrebbe avuto lo stesso esito se non fosse stata accompagnata da un profondo studio della materia psicologica da parte dell’autore, che traspare nettamente dalla sicurezza con la quale viene affrontato il tema e costruito il personaggio. Molto piacevole anche la ricostruzione dell’ambientazione, raffigurata in modo da trasmettere al lettore l’impressione di trovarsi sulle strade di una L.A. afosa e soleggiata.
Un’opera prima di assoluta riuscita, nella quale l’autore ha saputo gestire la trama con grande maestria; un romanzo che nulla ha da invidiare ai grandi titoli dei maestri internazionali del thriller!
