recensione, Romanzo storico

I Cavalieri di San Marco

“Ostacolate questa missione e dovrete vivere su una barca da pesca in Islanda, perché ve lo giuro su Dio Onnipotente avrete una galera battente bandiera Serenissima alla calcagna con i cannoni spianati ogni santo giorno che Dio vi vorrà concedere su questa terra”. 

Venezia, 1539. Giacomo Rinaldi, detto Zuan, e Marcantonio Barbaro, figlio di Pietro Barbaro, membro del Consiglio dei X, vengono incaricati dalla Serenissima di portare a termine una delicata missione in nome della Repubblica: salvare Venezia dal nemico turco, nella persona dell’ammiraglio Hajji Piri. La loro destinazione è Alessandria d’Egitto, ma ciò che minaccia la Regina dei Mari non sono le galere di Piri, ma un segreto custodito nelle pieghe del tempo; un segreto che riguarda quanto di più caro ha Venezia, la base sulla quale ha costruito il suo immenso impero. 

Questa è la trama de “I Cavalieri di San Marco”, scritto da Andrea Zanetti ed edito da Piazza Editore, terzo capitolo della trilogia “Sulle ali del Leone”, anche se temporalmente si colloca dopo il primo.  

Sullo sfondo della Venezia di metà Cinquecento in difficoltà, schiacciata tra le grandi potenze dell’Impero Ottomano a est e l’impero spagnolo tutt’intorno, si svolge la vicenda che vede protagonisti un personaggio di fantasia, il corsaro Giacomo Rinaldi (protagonista anche degli altri due capitoli della saga), ed uno storico, il diplomatico Marcantonio Barbaro, alla sua prima missione per conto della Serenissima. Il primo è un pirata di lunga carriera, marinaio esperto, il secondo è, invece, un ricco membro del patriziato veneziano, non avvezzo alla vita in mare. Due figure per alcuni versi agli opposti, ma indiscutibilmente complementari.

In questo romanzo, in cui eventi e personaggi storici sono magistralmente amalgamati a figure e accadimenti frutto della fantasia dell’autore, il lettore si perde tra corsari, spie, segreti e scontri all’ultimo sangue, in un misto di Storia e avventura che riesce a catturare l’attenzione dalla prima all’ultima riga. Un racconto che riesce a rimandare l’immagine della potenza di Venezia, nonostante sia collocata in un periodo nel quale l’importanza marittima e militare della città era già in declino. 

Grande qualità di questo romanzo è rappresentata dai dialoghi, dotati di una forza tale da elevare il grado di suggestione percepito dal lettore. Eccezionale la capacità descrittiva che riesce a far rivivere le scene e i luoghi davanti agli occhi del lettore. Inoltre, la narrazione è scandita da tempi precisi e studiati con cura, capaci di suscitare nel lettore le più svariate emozioni. 

La caratterizzazione dei personaggi è attenta e ben riuscita, quasi chirurgica, grazie all’utilizzo di descrizioni concise ma molto efficaci. Il contesto storico è ricreato con precisione, in modo da permettere al lettore di comprendere le dinamiche che fanno da sfondo alla trama, senza tuttavia appesantire il racconto. Inoltre, il ritmo serrato e incalzante aumenta il coinvolgimento del lettore, “costringendolo” a divorare le pagine. 

La narrazione fluida e coinvolgente, caratterizzata dall’utilizzo di un linguaggio che riesce a richiamare la meraviglia di Venezia, e la trama avventurosa e affascinante rendono “I Cavalieri di San Marco” un romanzo da leggere tutto d’un fiato, ricco di immagini ammalianti, in cui lasciar disperdere l’immaginazione.  

L’autore dimostra, ancora una volta, l’innegabile dote di grande romanziere che gli ha permesso di raccontare con maestria una trama avvincente e intrigante, nella quale è facile perdersi e lasciarsi stupire. Si intuisce, altresì, il grande lavoro di studio dall’autore relativo al mondo nautico nel quale è immerso il racconto e che viene descritto, con padronanza, in maniera dettagliata e precisa. 

I Cavalieri di San Marco” è un romanzo oltremodo appassionante ed evocativo di tempi e mondi lontani; un’avventura della quale non si vorrebbe mai vedere la fine. Un consiglio: leggetelo all’aperto, in una tiepida giornata di sole e tutto ciò che scorre tra le sue pagine vi sembrerà prendere vita intorno a voi. E allora sentirete le grida degli uomini ai remi sulle galere, il vociare della gente a Rialto, percepirete il freddo nelle membra quando sarete al cospetto del Consiglio dei X e l’affanno durante le corse per sfuggire ai turchi. Questa è la magia de “I cavalieri di San Marco”. 

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