Storia di Francia

Storia di Francia. Terzo appuntamento: Madame de Pompadour, la favorita del re

L’amante del re, la favorita. Questo è il modo in cui viene ricordata Jeanne Antoinette de Poisson, al secolo Madame de Pompadour. E, in effetti, è ciò che è stata: l’amante del re di Francia Luigi XV. Ed è ciò per cui è stata cresciuta, educata proprio per diventare la favorita di una delle corti più importanti dell’Europa settecentesca. Ma Jeanne Antoinette – o Reinette, come la chiamavano in famiglia, anche a causa di una premonizione che le fu fatta da bambina – non fu solo la donna che scaldò il letto del re. Per vent’anni, fu, in concreto, regina di Francia, nonché colei che influenzò la vita del suo tempo.

Jeanne Antoinette era bellissima, ben educata, saggia, piena di grazia e talento, intelligente, sensibile e gentile. Non era nobile, ma proveniva dal mondo della borghesia finanziaria e questo dettaglio sorprende ancor di più, perché solo le aristocratiche potevano ambire al ruolo di amante del re. Ma, talmente sfolgoranti erano le sue doti, che Luigi non ci pensò due volte a sceglierla per tenerla accanto a sé, ovviando al problema della sua estrazione conferendole il titolo di marchesa di Pompadour. Il suo carisma e la sua intelligenza furono tali da conquistare non solo il cuore del re, ma anche l’intera corte.

Nacque nel 1721, in una Parigi sull’orlo del lastrico, piagata da ripetute crisi alimentari e da insurrezioni cittadine. La sua era un’agiata famiglia borghese, ma quando il padre fu costretto all’esilio per sfuggire a una condanna, la madre si accompagnò all’uomo che aiutò la bella Jeanne a diventare la donna più influente di Francia, il ricco monsieur de Tournehem. All’età di dieci anni, iniziò il suo addestramento da futura regina. Seguita dai migliori insegnanti, studiò canto e danza, recitazione e retorica; imparò a cavalcare e a suonare il clavicembalo alla perfezione, disegnava e dipingeva e cucinava benissimo.

In breve tempo, divenne famosa in tutta Parigi e fece il suo ingresso in uno dei salotti più esclusivi della città, dove conobbe una delle amanti del re. Poco dopo, nel 1741 sposò Charles d’Étoiles, un nipote del patrigno, tesoriere della Zecca, verso il quale si mostrò affabile e ben disposta, nonostante non avesse abbandonato lo scopo di divenire la favorita del re. E, a questo scopo, giovava la sua fama, ormai divenuta grandiosa in tutta Parigi, tanto che venne presentata a tutti i grandi nobili che ruotavano attorno alla corte di Versailles, diventando l’ospite perfetta in ogni salotto dell’alta società, grazie a talento, intelligenza e grazia.

Ed è con grazia e intelligenza che seppe sfruttare al meglio la sua vicinanza al re per conquistarlo. Il castello d’Étoiles, dove passava la maggior parte del tempo, confinava, infatti, con uno dei casini di caccia di Luigi e lei ne approfittava per comparire sulla sua strada, mostrando tutta la sua fierezza e bellezza, tanto che non passò inosservata agli occhi del poco più che trentenne Luigi, già sposato con la regina Maria Leszcynska.

Ma fu soltanto in occasione dei festeggiamenti per le nozze del Delfino, nel febbraio del 1745, che entrò davvero in contatto con il re. In uno dei balli, riuscì a farsi notare da Luigi che la invitò a passare la notte a Versailles. Ma Jeanne non voleva essere una delle tante, lei ambiva al cuore di Luigi, a essere l’unico amore della sua vita, così rifiutò quel primo invito. Il re l’accompagnò a casa e i pettegolezzi iniziarono a circolare. Fu solo un mese più tardi che Jeanne apparì ufficialmente a Versailles per accompagnare sempre più di frequente il sovrano. Tuttavia, non usò mai l’appartamento che le era stato messo a disposizione a palazzo, finché il re non le diede un ruolo definito. A giugno, un tribunale dichiarò la separazione di Jeanne dal marito e Luigi le regalò il marchesato di Pompadour e, con esso, il titolo nobiliare. Per lei, Luigi rinunciò a tutte le altre amanti e tale era il trasporto verso la bella marchesa che, anche durante le campagne militari, non smetteva di pensare a lei, scrivendole decine di lettere. E anche agli occhi della regina Maria, Jeanne Antoinette dovette apparire diversa dalle altre amanti di Luigi, perché non mostrò mai astio verso di lei, che ebbe sempre grande rispetto della sovrana.

Senza mai ripudiare il suo passato, anzi continuando a intrattenere rapporti distesi con la famiglia d’origine, la bella Jeanne gestì con grande abilità i rapporti con le famiglie più influenti di Francia; usò l’intelligenza e la cultura per influenzare il re e l’intera corte, grazie anche all’amicizia con i più importanti esponenti culturali dell’epoca, come Voltaire. E, anche quando il suo momento sfiorì, con il passare degli anni, rimase un’affidabile compagna e confidente per il re.

Jeanne Atoinette de Poisson, la madame de Pompadour che tutti ricordano, fu ben più di una bella conquista di Luigi XV. Fu una donna colta, determinata e tremendamente intelligente, che riuscì, con grazia ed eleganza, a conquistare il cuore del re e Parigi.

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