recensione

“La bestia” di Carmen Mola

Il colera dilaga nella Madrid del 1834, già indebolita dalla guerra carlista, che vede contrapposti i carlisti, i cattolici sostenitori di Carlo di Borbone, che combattevano per il mantenimento della monarchia, contro isabellini, i sostenitori di Isabella II di Spagna e del suo liberalismo. Per i cittadini e le autorità la colpa dell’epidemia è soltanto loro: sono i poveri che affollano le zone degradate fuori delle mura di Filippo IV a diffondere la malattia. Ed è proprio tra queste misere anime che si aggira un assassino che trova le sue vittime tra le ragazzine più giovani. Una bestia, dicono, un animale. Ma c’è chi non crede che si tratti di un animale. No, chi compie quei crimi abietti è un uomo. Diego Ruiz è un giornalista, ambizioso e determinato, che vede nel caso della Bestia l’occasione per farsi un nome, così inizia a indagare. Lucia, invece, ha quattordici anni, è forte e coraggiosa, e nei bassifondi ci vive, con la madre malata e la sorellina. Per lei, il colera è diventata una fonte di reddito: rubare a casa dei morti le permette di sopravvivere. Ed è in una di queste case che trova un anello molto pericoloso. In un clima pestilenziale, ammorbato dal tanfo della miseria, le strade di Diego e Lucia si incroceranno per dare vita a un’indagine alla ricerca della verità e che ponga fine alla strage di innocenti. Chi è la Bestia?

Questa è la trama del thriller ad ambientazione storica “La bestia”, di Carmen Mola, pseudonimo di tre autori e sceneggiatori spagnoli, edito da Salani Editori.

Nella Madrid piagata dall’epidemia, intrisa di tristezza, miseria e violenza, gli autori ci accompagnano in un viaggio nella perversione e nell’ignoranza umana e nel disagio di una città nel caos. Tra sette segrete, spionaggio, omicidi raccapriccianti, giochi di potere, esoterismo e superstizione medievale, si svolge un intreccio crudo e inquietante, a tratti prevedibile ma anche provvisto di colpi di scena incredibili. L’ambientazione storica, cupa dei sobborghi dell’Ottocento madrileno, è ben ricostruita e ha molto peso nella storia, dato che la trama prende le mosse proprio da due avvenimenti della Spagna di quell’epoca, che ne permeano l’intero intreccio. Questo fa sì che il libro risulti godibile sia dagli appassionati di thriller che dagli amanti del romanzo storico. Lo stile semplice e la narrazione abbastanza scorrevole rendono la lettura veloce, dal ritmo incalzante. Tuttavia, gli eventi che muovono la storia sono ripugnanti e, a tratti, la trama risulta difficile da digerire anche per chi, come me, legge molti thriller.

La bestia” è un libro cupo non adatto ai lettori più sensibili, ma sicuramente appassionante e sorprendente.

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