recensione, Romanzo storico

“Il profanatore di tesori perduti” di Marcello Simoni

Una città leggendaria nel ventre dell’Egitto medievale, nell’epoca in cui l’occidente era dominato da Federico II, un uomo in nero pronto a tutto pur di trovare il tesoro che la Città Bianca nasconde da secoli sotto la protezione dei demoni del deserto. Mistero, magia, avventura sono gli ingredienti del nuovo romanzo di Marcello Simoni, “Il profanatore di tesori perduti”, edito da Newton Compton Editori.

In un’atmosfera magica, che ricorda i racconti de “Le mille e una notte”, tra caravanserragli, suk, armigeri e predoni, Simoni fa muovere personaggi inquietanti e misteriosi del Medioevo orientale, in una trama al cardiopalma, ricca d’azione e colpi di scena, degna di una sceneggiatura hollywoodiana. La sensazione di trovarsi all’interno di un film d’avventura è tangibile e i dialoghi davvero sublimi ne aumentano l’intensità. Per il lettore è come trovarsi a bordo di un tappeto volante a guardare ciò che accade sotto le stelle del deserto egiziano.

“Ebbene, potente sahir? Dov’è ora il demone custode al quale vendesti l’anima? Ti ha forse abbandonato, o anch’egli teme la mia presenza?”

Impossibile non apprezzare ogni singolo personaggio, dal protagonista Sufrah, il malvagio indovino, maliardo, scaltro e misterioso, alla bella e coraggiosa Azda, dal giovane e acuto servitore Alif, al pingue e ingenuo mercante di stoffe Zyriab, fino al temibile Liaruch.

“«Io non ho alcuna intenzione di ucciderti» chiarì il Maledetto, mentre con un sorriso perverso gli avvicinava la punta della lama al viso. «Dimmi, amico io, com’è che si chiama quella martire cristiana alla quale furono strappati gli occhi?»”

Lo stile di Simoni è davvero qualcosa di unico: con scene snelle e scattanti riesce a ricreare, nella mente del lettore, immagini nitide e perfette, proprio come in una pellicola cinematografica. Il linguaggio, l’ambientazione, i personaggi… ogni elemento di questo romanzo è creato alla perfezione e, insieme, formano un libro appassionante che si snoda tra credenze e religioni diverse.

Aladdin, La mummia, Indiana Jones sono solo alcune delle sceneggiature che questo romanzo mi ha ricordato per atmosfera, ritmo e sensazioni, senza dimenticare, però, che tutta la trama è basata su precise fonti storiche, come precisato dall’autore nella nota finale.

Insomma, Marcello Simoni ha superato se stesso: “Il profanatore di tesori perduti” è uno dei romanzi più appassionanti che abbia letto ed entra di diritto tra i migliori libri del 2023!

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