
“Io sono la mano di un tribunale che ama agire nell’ombra, in silenzio, ma non per questo è meno inesorabile.”
Cosa possono avere in comune un semplice farmacista veneziano e il console inglese Joseph Smith? Un quesito a cui l’agente dell’Inquisizione di Stato Marco Leon dovrà dare risposta. Il Leone di Venezia si trova a dover risolvere la sua terza indagine nel nuovo romanzo di Paolo Lanzotti “Le carte segrete della Serenissima”, edito da Tre60 Edizioni, il terzo volume della saga che lo vede protagonista.
In questo giallo storico, ambientato nella Venezia del 1753, ormai al tramonto della sua potenza e schiacciata dal potere degli altri stati europei, troviamo una trama fitta e incalzante, che tiene il lettore con il fiato sospeso a ogni parola. L’autore ha, infatti, intrecciato una matassa davvero impossibile da sbrogliare fino alla fine, che catapulta il tenebroso protagonista in un’indagine che si muove sui sottili fili degli intrighi politici internazionali, schiacciando Leon tra i pesi contrapposti dei suoi valori morali.
E se la vita e l’organizzazione politica di Venezia, che fanno da sfondo a questa trama, sono sempre interessanti, il modo in cui ce le racconta Paolo Lanzotti le rende intriganti più che mai. Le scene che dipinge sono come le celebri vedute del Canaletto: Venezia non è mai stata così affascinante come nei suoi romanzi, e “Le carte segrete della Serenissima” non fa eccezione. Tra le loro pagine si respira l’aria di questa meravigliosa città, quell’atmosfera abbagliante che, da secoli, attira visitatori da tutto il mondo. Ed è così facile immergersi nelle sue calli e campi, attraverso le parole dell’autore, che sembra di percorrerli davvero.
“Alle otto della sera piazza San Marco si preparava ad alzare il sipario sulla sua vivace rappresentazione notturna. Le lampade pubbliche, le torce agli imbarcaderi e le candele che ardevano nelle caffetterie ingentilivano le ultime tracce del tramonto con cento fiammelle ondeggianti. Il viavai tra la basilica e la chiesa di San Geminiano era un torrente che trascinava nobili e borghesi in un pigro passeggio. Qua e là qualcuno si fermava a chiacchierare. Altri salutavano un conoscente, altri ancora omaggiavano una signora, accennando a un inchino. Era soltanto l’inizio. Per il cuore pulsante di Venezia, per il suo battito ininterrotto, la notte era un palcoscenico. Molte delle caffetterie in piazza e delle botteghe aperte lungo le Mercerie avrebbero continuato ad accogliere i clienti per diverse ore. Altre avrebbero visto sorgere l’alba.
Seguendo le vicende della trama, poi, il lettore ha modo di conoscere gli usi, i costumi e le norme della società veneziana del Settecento, come le siade o gli spadaccini. Lo stile semplice ma molto evocativo, inoltre, rende la narrazione scorrevole e oltremodo immersiva, che fa divorare le pagine senza che ci si renda conto. Ogni personaggio, dal protagonista all’ultima comparsa, è caratterizzato con cura, in maniera egregia, tanto che risulta facile vedere e conoscere ognuno di loro.
Venezia, il Settecento, avventurieri, omicidi, spie, intrighi, misteri, amore… “Le carte segrete della Serenissima” è un giallo storico perfetto, conturbante e irrefrenabile. Un solo consiglio: leggete tutta la saga. La amerete!
