
È l’ottobre del 1503 e, a Firenze, la moglie del segretario Niccolò Macchiavelli sta per dare alla luce il loro secondo figlio. Ma la Repubblica, per Niccolò, viene prima di tutto e quando il dovere chiama, lui non può far altro che rispondere. Questa volta, però, la missione che gli viene affidata lo riguarda molto da vicino: una misteriosa lettera arrivata da Roma lo minaccia espressamente di morte. E, purtroppo, la minaccia non è vana e si concretizza ai danni del suo giovane coadiutore Gherardo Valori. Il gonfaloniere Soderini lo incarica, dunque, di raggiungere Roma e cercare il colpevole che firma le lettere con il nome di un diavolo: Belfagor. Nelle more del conclave seguito alla morte di papa Pio III (successore di Alessandro VI Borgia, ma il cui papato è durato soltanto dieci giorni), si svolgono le indagini di Niccolò, nell’arco temporale di sei giorni, dal 27 ottobre a 1° novembre 1503. Aiutato dall’impavido Isac Ventura, guardia del corpo fornita dal cardinale Soderini, e grazie alle conoscenze tra le personalità di Roma, Niccolò si muove tra le strade della città per scoprire l’identità del misterioso Belfagor che ha attentato alla sua vita e per spiegare la serie di misteriosi omicidi che sta terrorizzando il popolo romano, trovandosi ad avere a che fare con diavoli, assassini, veleni e congiure.
Questa è la trama di “L’inganno Macchiavelli”, il nuovo romanzo di Fabio Delizzos, edito da Newton Compton Editori.
Un thriller storico avvincente, nel quale l’autore miscela con precisione una trama investigativa ad un contesto storico accurato, nella quale troviamo, da una parte, il conclave con i suoi dubbi e le sue manipolazioni e dall’altra, l’indagine serrata condotta da Macchiavelli.
Risulta molto interessante la ricostruzione dell’ambientazione che mostra i problemi della Roma in sede vacante, nelle more dell’elezione papale: una città sfigurata dalla guerra e dalla miseria, dove regnano l’incertezza e l’anarchia; dove i mali e i difetti della città si moltiplicano generando violenza e povertà.
Personaggi storici e personaggi di fantasia sono amalgamati con competenza. Incontriamo, infatti, oltre al Macchiavelli, il temibile Cesare Borgia, ormai nella fase più buia della sua vita, il cardinale Giuliano della Rovere, che diverrà papa Giulio II, il cardinale Francesco Soderini, fratello del gonfaloniere di Firenze Pier Soderini, la famiglia Orsini e Gian Paolo Baglioni.
In questo giallo nella Roma rinascimentale, la trama di fantasia è perfettamente incastrata nella realtà storica ed è talmente verosimile da far pensare che sarebbe potuta accadere davvero. Infatti, pur nella fantasia narrativa, l’autore è riuscito a mantenere molti elementi della realtà storica, a partire dal viaggio a Roma di Macchiavelli nel quale si sviluppa la vicenda. A tal proposito, per comprendere appieno l’abilità dell’autore, suggerisco di non tralasciare la lettura della nota storica al termine del romanzo che permette di apprezzarlo ancor di più.
“L’inganno Macchiavelli” è un romanzo trascinante, con una trama ben congeniata capace di fondere Storia e fantasia, che ci restituisce alcuni celebri personaggi storici in una veste inedita e graffiante, ma perfettamente verosimile.
