
Pochi romanzi hanno la capacità di trascinare il lettore al proprio interno e di renderlo parte integrante della storia. “Ottone. Il primo dei Visconti” di Livio Gambarini e Alex Calvi, edito da Piemme Edizioni, ha, sicuramente, questo importante pregio.
Potenza, precisione ed enfasi potrebbero essere le tre parole per descrivere questo romanzo storico, che si lascia amare fin dalla prima riga.
Tra verità storica e adattamento narrativo, gli autori raccontano le vicende che portarono il prelato cinquantacinquenne, Ottone Visconti, all’insediamento nella cattedra arcivescovile di Milano.
La narrazione prende avvio, infatti, dal luglio del 1262, al momento della celebrazione per la nomina del Visconti, da parte di papa Urbano IV, ad arcivescovo di Milano, della quale diverrà Signore, diventando il capostipite della dinastia che regnò per oltre un secolo sulla città. Napoleone della Torre, Signore della città lombarda, però, si oppone fermamente alla nomina, scatenando una sanguinosa faida tra le due famiglie che si sviluppa in un arco temporale di quindici anni, fino al 1277. Grazie ad un continuo andirivieni tra passato e presente, però, la vita del protagonista viene raccontata fin dall’inizio della sua carriera ecclesiastica; un sapiente uso dei flashback che, unito ad alcuni focus sugli altri personaggi, permette di svelare i retroscena delle vicende che scorrono tra le pagine.
Gli autori riescono, così, mirabilmente, a mostrarci il personaggio di Ottone Visconti in ogni sua sfaccettatura, mettendo in risalto soprattutto le sue debolezze e le turbolenze del suo animo, rendendolo straordinariamente umano agli occhi del lettore.
Grandissimo punto di forza di questo romanzo sono i dialoghi, che appaiono potenti, calzanti e trascinanti, riuscendo a centrare l’obiettivo di rendere vivi i personaggi.
Le scene sono vivide, dettagliate e costruite con una precisione tale da permettere al lettore di vederle in modo chiaro, senza mai essere tediose; anzi, tra le righe ne traspare tutta la forza evocativa.
Il linguaggio usato dagli autori è assolutamente preciso, curato in ogni minimo particolare e perfetto per calare il lettore nell’epoca narrata. Ogni singola parola è studiata con attenzione per aumentare il grado di suggestione del racconto.
La caratterizzazione dei personaggi è lucida e sapientemente costruita. Dalle pagine, infatti, fuoriescono personaggi disegnati alla perfezione: ogni battuta, ogni gesto, ogni espressione permette al lettore di comprendere appieno la personalità di ognuno di loro. Emergono, così, la brutalità di Napo della Torre, la scaltrezza e il cinismo del cardinale Ubaldini, le incertezze di Ottone, la fermezza della bella Agnese.
La narrazione estremamente coinvolgente induce a divorare le pagine di questo libro che non si vorrebbe chiudere mai.
“Ottone. Il primo dei Visconti” è un romanzo ricco e avvincente, capace di prendere per mano il lettore e sottrarlo alla realtà, per trascinarlo nel Medioevo milanese con impressionante suggestione; senza dubbio uno dei migliori romanzi storici del 2021.
