
“Quella degli Angeli Neri era una missione. Venezia moriva, ma poteva risorgere. E se ciò fosse accaduto, parte del merito sarebbe stato dei suoi invisibili custodi. Era questo che il Leone aveva insegnato a tutti loro”.
Venezia, 1753. Durante il Carnevale, due persone vengono uccise nel teatro Sant’Angelo. Marco Leon, braccio destro dell’Inquisizione, viene incaricato di indagare sul duplice omicidio. Ma quella che appare come l’indagine su un omicidio ordinario si trasforma in un intrigo internazionale.
Questa è la trama de “I guardiani della Laguna” di Paolo Lanzotti, edito dalla casa editrice Tre60.
Lo sfondo è quello della Venezia di metà Settecento, ormai lontana dai fasti dell’apice e vicina al suo epilogo. Quella in cui i teatri e i caffè erano meta preferita di ogni cittadino, nobile, borghese o popolano; la Venezia “libertina” in cui la dedizione al piacere superava l’ottemperanza del dovere; la città in cui il sospetto regnava sovrano e nessun veneziano poteva mai dirsi al sicuro. Mancano poco più di quarant’anni al momento in cui la Serenissima Repubblica di Venezia vedrà calare il sipario sulla sua lunga vita per mano di Napoleone e, in questa metà del secolo, vede già il suo lento ma inesorabile declino.
Una Venezia che, in questo romanzo, viene dipinta con straordinaria intensità e realismo. L’ambientazione, infatti, è ricostruita con cura, permettendo di respirare l’atmosfera della Venezia di quel periodo, in uno dei suoi momenti emblematici come il Carnevale; una caratteristica che denota la grande conoscenza della Storia di Venezia da parte dell’autore. “I guardiani della laguna” ci dona uno spaccato della società del tempo, mettendone in evidenza peccati e virtù; ci porta nei salotti e nei teatri, passando per postriboli e locande, sale da gioco e caffè, presentandoci le figure più illustri, tra il tintinnare di bicchieri e il fruscio dei ventagli e delle gonne; ci permette di origliare le conversazioni di dame e signori, che mascherati sfilano sfrontati davanti ai nostri occhi.
Un romanzo totalmente immersivo, soprattutto grazie ad una particolare articolazione dell’ambientazione, nella quale sono inseriti voci e suoni che circondano i personaggi e che trascinano il lettore sul palcoscenico di questo romanzo, donando una panoramica a 360 gradi delle scene. Tra le sue pagine, pare di scorgere piazza San Marco in pieno Settecento, con i suoi caffè e le maschere che affollano la piazza nel pieno del Carnevale, sembra di sentire le urla dei giocatori nei ridotti. Il lettore riesce, con facilità, a immergersi completamente nella trama, tanto da diventarne invisibile protagonista. Questo romanzo rappresenta un vero e proprio giro per la Venezia di quell’epoca, una passeggiata nella quale la città è protagonista, dove ci si perde tra calli e campi, taverne e teatri, ridotti e sale del potere. Si ha l’impressione di camminare letteralmente per la città, con una lanterna in mano, nel buio della notte, incrociando il passo di dame, nobili, cicisbei, borghesi, prostitute, spie e confidenti, che affollavano strade e teatri in quella Venezia sulla via del tramonto. Inoltre, l’autore riesce a ricostruire il complesso meccanismo di vita e amministrazione della Serenissima; in particolar modo, attraverso il ruolo degli Angeli Neri che, pur essendo un’invenzione letteraria, permette al lettore di comprendere l’effettiva efficienza della rete di spie di Venezia.
La caratterizzazione dei personaggi è minuziosa, grazie ad ampie descrizioni. In particolare, risulta ben delineata la figura del protagonista, lo schivo Marco Leon, responsabile degli Angeli Neri (braccio segreto degli Inquisitori di Stato inventato dall’autore), dall’acume degno di Sherlock Holmes. Un uomo astuto, devoto alla Repubblica, un personaggio affascinante, caratterizzato dall’intelligenza acuta, l’animo tormentato e l’estrema dedizione al dovere.
La trama brillante, avvincente e appassionante, intrisa di Venezia, tra nobiltà, spionaggio internazionale, onore e giustizia, possiede tutti gli ingredienti per un giallo storico perfetto. Articolata in due indagini parallele, è un dosato intreccio di azione e riflessione che risulta particolarmente gradevole. L’autore, inoltre, è riuscito a coniugare la suspense e l’adrenalina del giallo con il fascino dell’ambientazione storica, tra interrogatori, inseguimenti in gondola, agguati, spie e informatori.
La narrazione fluida, nella quale i dialoghi incalzanti si alternano a suggestive descrizioni, ne fa un romanzo che scorre piacevolmente, come un lungo sorso d’acqua. A tratti riflessiva, ma per lo più scattante, invita a procedere nella lettura senza particolare sforzo. Lo stile ricercato, ma mai pesante, utilizza tutti e cinque i sensi per trasportare il lettore all’interno della vicenda, facendo della lettura un’esperienza tridimensionale. “Sentendo il bisogno di riscaldarsi, raggiunse una taverna ed entrò. Lo accolsero il vociare degli avventori, il fuoco del caminetto e un odore intenso di tabacco, sudore e pesce alla brace. Si accostò al bancone e ordinò del vino caldo.“.
“I guardiani della laguna” è il romanzo perfetto per tutti gli appassionati della Serenissima, che l’autore riesce a far rivivere in modo strabiliante, attraverso ogni minimo e attento dettaglio. Una storia da leggere di notte, al lume d’una candela, per aumentarne il grado di suggestione; il libro ideale per chiunque voglia vivere e respirare Venezia!
