
Berlino, 30 aprile 1945: il gruppo speciale Smers dell’esercito sovietico irrompe nel bunker dove è rintanato Adolf Hitler, poco prima che questi riesca a suicidarsi, e lo cattura.
Il mondo e le potenze alleate credono che il cancelliere sia morto; in realtà Stalin lo nasconde, vivo.
Nel frattempo, i componenti della squadra che ha portato a termine l’operazione vengono uccisi dai propri superiori; soltanto uno di loro, Ivan Curakov, riesce a fuggire e a consegnarsi agli americani in qualità di disertore, portando con sé importanti segreti.
Il gioco di Stalin, però, non dura a lungo e le potenze mondiali iniziano ad interrogarsi sul destino di Hitler, ma soprattutto, sui suoi archivi segreti, la cui scoperta può incidere profondamente sugli equilibri politici della Storia futura.
Così si apre il libro di Matteo Rampin “L’ultimo inganno di Hitler”, edito da Harper Collins, un romanzo ucronico che racconta uno sviluppo alternativo della Storia dopo la Seconda Guerra Mondiale, dove Stalin, Churchill, Truman, Papa Pio XII reggono le sorti del mondo.
Oltre a questi illustri personaggi, nel romanzo compaiono altri tre personaggi fondamentali che hanno un ruolo di spicco: lo psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley, la spia sovietica Diana Fedrova e il disertore Ivan Curakov.
“L’ultimo inganno di Hitler” è un romanzo impegnativo e corposo, denso di richiami a molteplici episodi della Seconda Guerra Mondiale, nel quale si alterna una moltitudine di personaggi, rappresentativi delle diverse Nazioni; tuttavia, la fluidità della narrazione rende piacevole la lettura.
Inoltre, una precisa e competente caratterizzazione di personaggi suggestiona il lettore, il quale diventa partecipe del racconto. In particolare, risulta perfetto il ritratto di Adolf Hitler, del quale emergono nettamente tutte le peculiarità della sua problematica personalità; una caratterizzazione che denota un profondo studio del personaggio storico da parte del’autore.
Un racconto coinvolgente e chiaro, che stimola la curiosità del lettore, nonostante la sua mole.
La lettura di questo romanzo, inoltre, induce a riflettere cu come, realmente, oggi come allora, il destino del mondo sia nella mani di poche persone, le quali hanno la possibilità di disporne come meglio credono, al fine di perseguire gli scopi della propria Nazione.
