
Durante il mio recente viaggio in Puglia, mi sono imbattuta in una piacevole sorpresa.
In quella che sembrava una normale spiaggia della costa adriatica, ho scoperto una storia antichissima e affascinante.
Il luogo è Torre Santa Sabina, frazione del comune di Carovigno, in provincia di Brindisi. In località Mezzaluna, a lato della spiaggia, c’è un parco archeologico poco conosciuto tra gli scogli.
Qui, ho scoperto resti di popolamenti preistorici. Questo sito era, infatti, utilizzato fin dal VII secolo a.C. come scalo portuale dell’antica città messapica di Karbina; un porto molto importante, ampiamente frequentato dalle navi mercantili oggetto dei traffici con la Grecia. Sono qui visibili i buchi dei pali che delimitavano l’insediamento umano. Certamente nulla di eclatante, ma ugualmente affascinante, sufficiente a provocare quei brividi sottopelle che scorrono al pensiero che, in questi luoghi, migliaia di anni fa, già vivevano delle persone, con le loro vite così diverse, ma in fondo così simili alle nostre.
Questa parte di costa, in età romana, divenne parte della via Traiana, e qui era presente una “mansio ad Speluncae”, ossia una stazione di posta che forniva ospitalità ai viandanti e ricovero ai cavalli, formata da grotte e anfratti frequentati da chi vi transitava.
Presso il porticciolo di questa località, poi, in età medievale era situato l’Ospedale dei Cavalieri Teutonici, documentato dal 1226.
Durante il medioevo, infatti, questa zona era molto frequentata da pellegrini, viaggiatori e mercanti diretti in Terrasanta alla riconquista del Sepolcro di Gerusalemme ed era presente la Dogana, perciò oggetto di incursioni di pirati e saraceni, per le quali fu necessaria la costruzione di una torre, verso la fine del XIII secolo. La leggenda narra che fu costruita addirittura dai Templari per avvisare i pellegrini dei pericoli in arrivo dal mare, mentre percorrevano questo tratto di strada verso le Crociate.
La torre oggi visibile, però, non è quella medievale, ma è quella costruita nel XVI secolo per opera del Vicerè De Riberia come torre di avvistamento antisaraceno.
In epoca rinascimentale, infatti, questa zona era considerata l’ultimo baluardo verso l’Oriente da cui provenivano i temuti turchi.
A rendere interessante questo sito è anche il relitto di una nave romana del IV secolo d.C., a 2,5 metri di profondità, a pochi metri dalla riva.
Un passato davvero molto interessante per questa piccola località turistica della costa pugliese che mi ha fatto emozionare pensando ai pellegrini e ai mercanti che hanno sostato in questi luoghi per rifocillarsi e riposarsi prima di salpare alla volta della Terrasanta, oppure immaginando galee di pirati in arrivo dal mare, pronti a scorribande e ruberie in terraferma.
Questi sono i tesori che rendono unico il nostro Paese, che non è fatto soltanto di meravigliosi e celeberrimi siti come Pompei o di incantevoli città d’arte come Roma, Firenze e Venezia.
Ogni angolo della nostra Terra può nascondere tesori inaspettati che raccontano la straordinaria storia di un Paese unico al mondo.
Per vivere le impagabili emozioni che la Storia sa regalare, è sufficiente avere gli occhi per cercarla. Ovunque.
