
Un romanzo storico deve trascinare il lettore indietro nel tempo, isolarlo dal presente e fargli credere di trovarsi esattamente nel periodo di cui si narra.
Alessandra Selmi ha perfettamente centrato questo obiettivo, nel primo capitolo della saga dedicata ad uno dei più discussi papi della storia, Giulio II, “Le origini del potere“, edito dalla casa editrice Nord.
Attraverso l’oculata scelta del linguaggio utilizzato e la sapiente descrizione delle scene, l’autrice racconta, in un arco temporale che va dal 1471 al 1503, la vita di un ragazzo insicuro che diventò un uomo forte, un personaggio imponente, meritando l’appellativo di papa guerriero, impetuoso e irascibile come il mare che gli ha dato i natali.
Una vita perennemente in lotta contro il suo più acerrimo nemico, il cardinale Rodrigo Borgia.
Ripercorrendo gli episodi più importanti della vita di Giuliano della Rovere, dall’elezione al soglio di Pietro dello zio Francesco della Rovere, ne descrive nettamente il carattere e la psicologia.
Dal racconto, infatti, emergono con chiarezza le contraddizioni che caratterizzano il protagonista. Un uomo facile all’ira, dispotico e prepotente; attento ai giochi di potere, costretto a guardarsi le spalle da nemici ostili, molto vicini, come il cardinale Borgia e suo cugino, il signore di Imola, Girolamo Riario.
La Selmi, inoltre, ci restituisce personaggi perfetti, abilmente caratterizzati, riuscendo a rendere l’idea dei temperamenti di ognuno, tanto che al lettore appaiono vivi e presenti. Attraverso le sue parole si ha, infatti, l’impressione di essere reali spettatori dei dialoghi tra i personaggi, di percepire le diverse inclinazioni dei toni della voce di ognuno.
La narrazione estremamente fluida e affascinante rende il romanzo oltremodo coinvolgente e piacevole.
Un viaggio emozionante nella Roma rinascimentale in grado di soddisfare anche i lettori più esigenti, che rimarranno rapiti da questo romanzo che racconta, con evocazione e estrema suggestione, la prima parte dell’epopea di un grande papa.
