
Nel nuovo appuntamento di “Donne in pillole” vi racconto la vita della donna più sanguinaria della Storia, colei che si è meritata il titolo di Contessa Dracula: la contessa ungherese Elizabeth Bathory.
Vissuta tra il 1560 e il 1614, rientra tra i più spietati serial killer del Rinascimento.
Sposata dall’età di quindici anni con il conte Ferenc Nádasdy, Elizabeth trascorreva gran parte della vita da sola nel castello in cui viveva con il marito e la noia che la colpiva in quelle lunghe giornata la condusse ad escogitare dei terribili passatempi, probabilmente indotti da un trauma subito in giovane età.
A tredici anni, infatti, aveva assistito ad una scena tremenda: il principe di Transilvania, sotto i suoi occhi, aveva fatto tagliare naso e orecchie a 54 persone sospettate di aver fomentato una ribellione dei contadini.
Questo episodio, oppure la sua innata indole sadica, che fu alimentata da un’esperta di magia nera conosciuta nella dimora di sua zia, presso la quale la contessa partecipava spesso ad orge, la portò a divertirsi iniziando a torturare le sue cameriere, attraverso punzecchi con aghi e ustioni con ferri roventi.
Con il passare del tempo i suoi divertimenti divennero più violenti: staccava a morsi la pelle delle serve e godeva nel vederle sanguinare.
Alcuni testimoni dissero, inoltre, che dopo aver percosso una domestica, alcune gocce di sangue colarono sulla mano della contessa. La contessa credette che in quel punto la sua pelle fosse ringiovanita. Così si convinse che fare abluzioni nel sangue di giovani vergini, in particolare della sua stessa classe sociale, o berlo quando queste fossero state particolarmente avvenenti, le avrebbe garantito la giovinezza eterna.
Per questo iniziò a far arrivare al castello giovani aristocratiche come dame di compagnia, al solo scopo di ucciderle.
Si dice abbia fatto costruire un marchingegno chiamato “vergine di ferro”, con la forma di una donna dai lunghissimi capelli biondi che arrivavano fino quasi ai piedi: Ogni qualvolta una ragazza le si avvicinava, la vergine di ferro alzava le braccia e stringendola in una morsa mortale la uccideva, trapassandola con dei coltellacci acuminati fuoriusciti dal petto.
In 25 anni, uccise tra le 100 e le 300 ragazze.
Nel 1610, però, venne scoperta e processata. Fu condannata ad essere murata viva in una stanza del suo castello, dove sopravvisse per tre anni.
