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Tra le pietre del Duomo di Milano

Il Duomo di Milano, fortemente voluto dal duca Gian Galeazzo Visconti, è una della opere più potenti e famose del nostro Paese e, quando ci si trova al suo cospetto, tanta è la meraviglia della sua architettura da calamitare l’attenzione di chi lo osserva.
Ci si dimentica di pensare a come possa essere stato costruito, a quali difficoltà possano aver riscontrato gli ingegneri, gli scalpellini e i falegnami che hanno contribuito alla sua realizzazione.
E anche quando si pensa al momento in cui quella cattedrale era soltanto un cantiere aperto, ci si dimentica che le mani che lo hanno realizzato appartenevano a persone proprio come noi, ognuna con i propri problemi, le proprie pene, i propri pensieri.

Ci ha pensato Cristina Fantini a risvegliare questa curiosità nei suoi lettori accompagnandoci nella Milano di fine trecento nel cantiere di Santa Maria Nascente, attraverso il suo romanzo “Nel nome della pietra“, edito da Piemme.
In un contesto storico perfettamente ricreato, attraverso uno prosa sublime, estremamente evocativa, in cui le crociate erano appena terminate e due papi sedevano al soglio di Pietro, molti sono i  personaggi che animano la storia, tra i quali spiccano Alberto e Pietro, due gemelli che il destino ha riunito dopo che gli uomini li avevano divisi.
Nelle sue pagine si percepisce la netta sensazione di avere davanti agli occhi la grande chiesa in costruzione, con gli argani in movimento, le assi di legno sopraelevate affollate di scalpellini e falegnami.
L’autrice trasporta il lettore nel ducato visconteo, grazie alla chiara e limpida descrizione dei luoghi in cui si svolgeva la vita nel ‘300 e che ora non esistono più; attraverso immagini, odori, profumi e suoni ci guida alla scoperta di quel periodo storico, creando l’illusione di trovarsi esattamente in quel momento e in quel luogo.
Un intenso viaggio, lungo 34 anni, in cui ognuno può riscoprire la Milano di un passato lontano, profondamente diversa nella struttura, da quella che si può osservare oggi.
Un’avventura tra le pietre del Duomo che riscopre le voci di uomini e donne che hanno vissuto quel tempo. Le sofferenze delle privazioni, gli amori nascenti, le idee dei costruttori. Una lettura che  permette di entrare nel cuore di ognuno di loro per capire cosa rappresentasse la creazione di quella monumentale chiesa.
In questo romanzo si può assistere alla creazione di quella meraviglia che il mondo ci invidia, riuscendo a cogliere il significato di ogni pietra che la compone, la fatica e l’orgoglio degli uomini che le hanno dato vita.
Una storia colma di ogni sorta di emozione, dall’odio all’amore, dalla pietà all’aberrazione, allo stupore; un racconto coinvolgente e sensazionale che prende l’anima.
Dopo averlo letto, guardando di nuovo il Duomo di Milano, vedrete l’immenso lavoro di chi lo ha costruito e sentirete le loro vite aleggiare tra le sue mura.

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