
Nel nuovo appuntamento della rubrica “Donne in pillole”, vi parlo di una delle più celebri amanti della storia.
Jeanne Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour, nota come Madame de Pompadour, è stata la più celebre favorita del re Luigi XV e la donna francese più potente del XVIII secolo, che usò tutte le frecce del suo arco per mantenere il forte legame con il re.
Nata da nel 1721 da una ricca ereditiera dai facili costumi e da un uomo d’affari senza scrupoli, venne cresciuta con l’idea di poter arrivare a conquistare il sovrano.
All’età di 20 anni, si sposò con un serio borghese, ma quattro anni più tardi, nel 1745, riuscì a conoscere Luigi XV, al ballo organizzato per festeggiare le nozze del Delfino; grazie alla sua innegabile bellezza, da quel momento ne divenne l’amante ufficiale.
Jeanne chiese, così, la separazione dal marito e il re le fece dono del titolo di marchesa di Pompadour e del castello omonimo; inoltre le inviò due gentiluomini ad insegnarle tutto ciò che era necessario per il suo ingresso a corte.
Una volta a corte, ebbe un’enorme influenza sul re, ma si inimicò la nobiltà di Versailles, che nella sua ascesa vedeva il simbolo della mobilità del Terzo Stato.
Era una donna bella, colta e piena di risorse e tutti i cortigiani la temevano e le erano ostili, soprattutto a causa del grande ascendente che aveva su Luigi. Un’influenza tale da indurlo a cacciare l’intoccabile ministro della Real Casa perché colpevole di averla denigrata; da quel momento fu chiaro come fosse lei a gestire l’esercizio del favore, prerogativa esclusiva del re.
Oltre ad averlo soggiogato sessualmente, Jeanne lo condizionava psicologicamente e lo aveva abituato a dipendere da lei.
Tuttavia, la marchesa ebbe il vanto di aver contribuito fortemente alla crescita della civiltà artistica dell’epoca, sostenendo i giovani talenti, le arti minori e partecipando alle scelte del mecenatismo reale.
Il suo punto debole, però, era l’ossessione della precarietà della propria posizione, causato dal ricatto affettivo dei figli del re sul padre e dall’interesse di quest’ultimo verso altre donne. Ma nonostante il grande stress al quale era sottoposta, ella non rinunciò mai a quella vita, tanto era l’amore per Luigi e lo smodato desiderio di potere.
Cinque anni dopo l’inizio della relazione con Luigi, però, i loro rapporti terminarono a causa e dei problemi ginecologici di cui era afflitta la marchesa. Ciò nonostante, il re mantenne il favore nei suoi confronti e le concesse un rispetto di cui non aveva goduto nemmeno la regina consorte. Inoltre, la marchesa estese il suo potere alla sfera politica. Iniziò a comportarsi come una regina: si faceva pregare per ricevere i visitatori, accoglieva principi, ambasciatori e alti funzionari seduta e usava il plurale majestatis.
L’assenza di una preparazione politica, però, comportò un’influenza disastrosa sul re durante la guerra dei cent’anni; inoltre, per legarlo di più a sé iniziò a trovargli le amanti.
Il potere che aveva acquisito non riuscì mai ad eliminare la paura di perdere il favore del re, che crebbe con l’arrivo dell’arrogante e spudorata Mademoiselle de Romans, che diede addirittura al re l’unico figlio naturale che riconobbe come proprio.
Nel 1764, a 43 anni, dopo vent’anni di lotte per mantenere il favore del re, vissuti nell’incertezza e nella paura di perdere tutto, la marchesa di Pompadour morì di tubercolosi, quando era ancora all’apice del potere di cui nessuna favorita prima di lei aveva goduto.
