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DONNE IN PILLOLE: ROSA VERCELLANA

Nell’appuntamento di questa settimana della rubrica Donne in Pillole, vi parlo di ROSA VERCELLANA, la Bella Rosin, che fu l’amante e poi la moglie morganatica (ossia un matrimonio tra persone di diverso rango sociale, che impedisce il passaggio alla moglie dei titoli e dei privilegi del marito) del re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia.

Siamo nella prima metà dell’800.
Rosa nacque nel 1833 da Giovanni Vercellana, granatiere dell’esercito di Carlo Alberto, in seguito direttore del presidio militare bella tenuta di caccia del castello di Racconigi (CN).
All’età di 14 anni, la Bella Rosin incontrò per la prima volta il ventisettenne principe ereditario Vittorio Emanuele II di Savoia e tra loro iniziò una storia clandestina.
Vittorio Emanuele, infatti,  era già sposato con la  cugina Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena e aveva molte amanti.
Da quel momento, però, Rosa riuscì sempre a trionfare su tutte le rivali e a tenere per sé il cuore del suo Re; era da lei che ritornava sempre.
La ragazza venne ospitata in una villa nei pressi del Castello di Moncalieri, vicino a Torino.
Rosa non era nobile, era molto più giovane del futuro re d’Italia, inoltre era analfabeta e la loro relazione suscitò scandalo e ostilità a corte.
Tanto malvista da indurre Camillo Benso Conte di Cavour a  carcare, senza riuscirvi, di separare con ogni mezzo i due, anche con la calunnia, arrivando a dire che Rosa tradiva il re.
Eppure, Vittorio Emanuele continuò ad amarla ed ebbero tre figli.
Nel 1855 morì la regina legittima e iniziarono le manovre per dargli una nuova moglie degna del suo rango. Ma il re fu irremovibile: non avrebbe sposato nessuna al di fuori della sua Rosin.
Per risollevarla dagli umili natali, Vittorio Emanuele le conferí il titolo di Duchessa, ma le residenze ufficiali del re le furono sempre precluse.
Rosa, però, seppe organizzare il suo regno nelle eleganti ville in cui Vittorio si rifugiava.
Il 7 novembre 1869 Vittorio Emanuele e Rosa si sposarono, ma né lei né i suoi figli avrebbero mai potuto reclamare diritti sulla successione al trono.
Trascorsero la loro vita sempre uniti, inseparabili fin quando la morte del re, nel 1878, sciolse quell’unione tanto voluta, desiderata e combattuta.

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