Romanzo storico

Sigismondo e Isotta

Nel romanzo “Sigismondo e Isotta” di Maria Cristina Maselli, edito da Piemme, ambientato nel ‘400, si celebra il vero amore tra il signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta e Isotta degli Atti.
Un  sentimento più unico che raro in un’epoca nella quale i matrimoni venivano combinati per fini politici e di convenienza e l’amore non era contemplato.
Isotta, figlia di Francesco degli Atti, piccolo nobile al servizio della signoria, è cresciuta nel mito del Malatesta grazie ai racconti del padre e da sempre ne è innamorata. All’età di quattordici anni viene notata dal suo Signore, il forte e fiero capitano di ventura Sigismondo, che se ne innamora perdutamente, nonostante il suo matrimonio con Polissena Sforza, figlia del Duca di Milano, Francesco Sforza. Quando l’amore si affaccia al cuore di Sigismondo, egli sa che non potrà mai fare della bella Isotta la sua legittima consorte, ma può soltanto concederle il ruolo di concubina, che ella accetta pur di vivere l’amore con il suo Signore.
Un romanzo storico in piena regola, che ambienta perfettamente la storia di Sigismondo e Isotta  nell’esatto contesto storico, nel quale viene ben delineata la professione del condottiero e l’instabilità politica del Rinascimento.
La Maselli ci restituisce il ritratto di uomo innamorato, ma al contempo costretto dalla ragion di stato a mantenere il vincolo coniugale con una donna che non ama e fa risaltare il contrasto tra le due protagoniste femminili. Si scontrano, infatti, i tormenti di  Polissena e Isotta. La legittima moglie del Malatesta, privata dell’amore e del rispetto del marito, fu costretta a subire lo scherno del popolo e l’umiliazione pubblica della propria persona; Isotta, seppur amata e adorata da Sigismondo, soffrì la sua condizione di amante e il mancato riconoscimento pubblico dei sentimenti del Signore di Rimini, nonostante egli fu autore di diversi gesti che resero inequivocabili il proprio interesse per la bella Isotta.
La storia, però, volle che Isotta provò gli stessi sentimenti di gelosia che avevano angustiato la precedente Signora di Rimini, quando, dopo qualche anno dalla morte della Sforza, Sigismondo la sposò.
Ciò nonostante, l’amore che legava i due rimase forte ed immutato nel tempo e si dimostrò indistruttibile anche quando una guerra contro Pio II causò la rovina del signore di Rimini.
Al fianco dei due protagonisti emergono due figure agli antipodi: Abio, storico consigliere del Malatesta, personaggio subdolo e ambiguo, dal comportamento oscuro, oltremodo geloso del suo Signore e Dorotea, fedele, lungimirante e affezionata dama di compagnia di Isotta.
Una storia intensa che, grazie alla narrazione scorrevole e fluida, rapisce il lettore dalla prima pagina e lo trasporta nel Rinascimento, dove avrà l’impressione di vivere quell’amore vero e indistruttibile che ha legato Isotta e Sigismondo.

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