
Nel 1510, all’indomani della morte del maestro Sandro Botticelli, i due amici Cosma e Maso, si ritrovano a raccontare i fasti di Firenze degli ultimi trent’anni a Messer Giotto, fiorentino di nascita ma saraceno d’adozione, e all’affascinante moglie Beatrice.
I due amici entrano così in confidenza con i loro anfitrioni e raccontano la straordinaria vita di Lorenzo e Giuliano de Medici, che hanno governato la città nel periodo di assenza da Firenze di Giotto e Beatrice.
Questa è la trama di “Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici“, capolavoro nato dalla panna poetica e soave di Adriana Assini ed edito da Scrittura e Scritture.
Un modo originale, quello della storia nella storia, di raccontare la vita dei fratelli Medici, rispettando la perfetta attinenza alla realtà storica.
Un romanzo dalla narrazione raffinata e delicata, grazie ad un linguaggio aulico e forbito, che pare uscito dalle pagine di un libro antico, perfetto per quanti vogliano calarsi letteralmente nel pieno Rinascimento. Ciò nonostante, la lettura risulta chiara e intellegibile, mai appesantita dal linguaggio utilizzato.
Un’opera che, in poco più di 170 pagine, riesce a creare una vera magia… trasporta il lettore indietro nel tempo in modo così vivido da risultare reale.
Appassionante e armonioso sono gli aggettivi che meglio descrivono questa chicca dell’editoria, che rapisce il lettore trascinandolo nelle spire di un racconto che è pura poesia, tra giostre, amori e nemici dei più grandi Signori del Rinascimento.
