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In gabbia

Quanto può resistere la psiche di una persona intrappolata in una gabbia, costretta a subire torture psicologiche, prima di impazzire? Si può diventare dei mostri pur di sopravvivere?
Da qualche parte dell’Italia esiste uno zoo privato. Uno zoo con le proprie regole; 14 animali con caratteristiche peculiari e ruoli differenti, uniti da una sorte comune.
Ma chiusi nelle gabbie non ci sono animali veri: sono persone. Donne e uomini che si sono adattati, per sopravvivere. Tutti tranne Anna, l’ultima arrivata.
Solitudine, privazioni, costrizione….quanto si può resistere? E quanto può essere insopportabile dover subire tutto senza nemmeno aver mai visto il proprio aguzzino?
Ce lo fa intuire Paola Barbato nel suo thriller ZOO, edito da Piemme.
Un racconto malvagio e crudele in cui il lettore può sperimentare la claustrofobia che provano i protagonisti, che tentano di non cedere alla pazzia.
Un thriller in cui l’attenzione del lettore resta ai massimi livelli fino alla fine, grazie ad uno stile narrativo che permette al lettore di entrare nella mante della protagonista.
Zoo è, però, un romanzo a lento rilascio, che ha bisogno di tempo per centrare l’obiettivo di incatenare il lettore.
Ma una volta superato l’ostacolo, si insidia nella mente per non abbandonarla più, come un batterio letale.
Tuttavia, il finale appare prevedibile e debole.
Ciò nonostante, “Zoo” è un romanzo appassionante e sufficentemente perverso da impressionare anche i lettori più esigenti.

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