
Il periodo della seconda guerra mondiale, la deportazione e lo sterminio degli ebrei sono spesso oggetto di miei studi e letture.
Ieri, però, ho avuto l’opportunità di ascoltare dal vivo il racconto di chi tutto ciò lo ha vissuto sulla propria pelle, la Senatrice Liliana Segre, in occasione del festival letterario SI Scrittrici Insieme, che si è tenuto a Somma Lombardo, in provincia di Varese.
Tutti abbiamo studiato ciò che accadde nei campi di concentramento, ma molti ancora non lo hanno capito. La Senatrice ha, infatti, raccontato come, ancora oggi, c’è chi perde tempo insultandola e ha detto “Sono pessimista; non studiando la storia, la memoria svanirà e 6 milioni di morti saranno sulla coscienza del mondo diventato indifferente”.
Nulla di più vero, perché l’ignoranza è il seme dell’odio, di quell’odio che, in tutte le sue forme, Liliana Segre cerca di combattere, raccontando la sua storia ai ragazzi nelle scuole, anche attraverso il suo libro “Il mare nero dell’indifferenza”, e attivandosi in Senato.
Una storia che, nonostante l’impegno e l’empatia, noi non potremo però mai comprendere appieno, perché solo chi l’ha vissuta sa cosa significano il dolore, la disperazione e la devastazione di un’esperienza simile, il vuoto incolmabile che lascia, insieme al senso di colpa per essere sopravvissuto a parenti, amici, conoscenti…
La sala gremita di persone di ogni età, l’attenzione e la commozione dei presenti, però, mi hanno fatto pensare che, forse, l’Italia è ancora piena di gente che ha voglia di comprendere e imparare dalla storia.
