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Due donne, due mondi

Due donne, due cognate, due rivali.
Una nobile, figlia del duca Estense, l’altra la figlia del papa più discusso della storia.
Ferrara contro Roma.
Isabella d’Este contro Lucrezia Borgia

Ferrara, inizio del XVI secolo.
Il duca Ercole d’Este riceve una proposta direttamente da papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia: un matrimonio tra il primogenito della famiglia d’Este, Alfonso, e la figlia del pontefice, la bellissima Lucrezia.
Mai decisione fu più difficile e controversa, ma rifiutare una simile offerta è impossibile, senza compromettere i rapporti tra il ducato di Ferrara e lo Stato Pontificio.
La nobile e raffinata corte ferrarese non accetta di buon grado questa unione. Ma se, con il passare del tempo, Alfonso e i fratelli riescono ad accettare e, financo, ad apprezzare la bella Lucrezia, qualcuno non vi riuscirà mai. La marchesa di Mantova, Isabella d’Este, la donna più apprezzata e invidiata dalle corti italiane ed europee, non placherà mai l’odio nei confronti della cognata. Oltre ad essere priva di nobile lignaggio, Isabella considera la nuova duchessa di Ferrara foriera di sciagure, proprio a causa della crudele famiglia dalla quale proviene.
Isabella, infatti, è delle più brillanti eredi di casa d’Este,  che, fin dalla morte della madre, si è comportata come duchessa, consigliando il padre nel governo del ducato. Sposa Francesco Gonzaga, marchese di Mantova, città sulla quale Isabella regna con lungimiranza e acume, dotata qual’era di un eccezionale talento politico.
Una donna colta ed intelligente, ma dalla vita costellata di difficili decisioni e di ardite trattative, a cui non viene risparmiato l’amaro sapore del tradimento.
Lucrezia Borgia, figlia prediletta di papa Alessandro VI, è invece all’apparenza una donna ricca e viziata, ma in realtà è una ragazza sola ed infelice, data in sposa per ben due volte prima di approdare al ducato di Ferrara. Una sorella tradita che ha visto il marito del quale si era innamorata morire per mano di suo fratello Cesare.
La consapevolezza della crudeltà che caratterizza la famiglia Borgia ha indotto Lucrezia ad anelare al matrimonio con Alfonso d’Este, che l’avrebbe allontanata per sempre da Roma. Una giovane donna molto diversa dalla Marchesa di Mantova, più incline agli amori e alle avventure, più che al potere ed alla politica.

Nel romanzo “Le nemiche”, Carla Maria Russo racconta amori e dissapori alla corte di Ferrara. Ricrea inoltre, con destrezza e abilità, le vicessitudini di governo e di vita in una delle corti più influenti del Rinascimento italiano.
Descrive con perizia i personaggi, e i dialoghi sono autentiche finestre sul passato.
Le scene raccontate dall’autrice   permettono al lettore di vivere con intensità, e non semplicemente di leggere,  ogni momento.
Questo libro narra di sentimenti e strategie, amori e sacrifici, soprusi e vendette, potere ed arroganza, vestigia di un’epoca perduta; è viaggio nel tempo, per scoprire la magia di uno sguardo sul passato.
“Le nemiche” assomiglia ad un incantesimo che permette al lettore di aprire la porta di casa e di ritrovarsi a Ferrara, alla corte degli  Estensi, e di vedere il duca Ercole che sta animatamente discutendo con il suo terzogenito Ippolito, assurto al rango di cardinale, circa la scelta di dare in sposa al suo successore Alfonso, la bella Lucrezia Borgia. Oppure di percepire gli sguardi innamorati tra la piccola Angela e l’affascinante Don Giulio.
Tuttavia, non racconta soltanto la rivalità tra due grandi donne, ma anche tra Ferrara e Mantova, perché narra anche la storia della famiglia d’Este.
Un autentico forziere di storia; un libro  che non si vorrebbe mai abbandonare.

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